Alcuni non producono più effetti, altri diventano tossici, altri ancora modificano la loro efficacia trasformandosi in qualcosa di diverso: il caldo agisce sui farmaci nei modi più impensabili. E attraverso questo meccanismo può provocare guai seri alla salute. La necessità di assumere medicine può diventare così un boomerang e peggiorare la situazione. Perché calore, umidità ed esposizione ai raggi solari possono alterare l'integrità e l'efficacia di alcuni medicinali. E nel contempo determinate terapie possono aumentare il rischio di disidratazione, ipotensione, alterazioni della termoregolazione o altri effetti indesiderati.

Dunque l’argomento, in questi giorni di caldo estremo, si fa molto serio. Tanto che l'Agenzia italiana del farmaco (Aifa) ha diffuso indicazioni e raccomandazioni per l'uso sicuro dei medicinali, a cui si affiancano i consigli diffusi da Federfarma, che invita i pazienti a prestare particolare attenzione alla gestione dei farmaci durante le ondate di calore e soprattutto a non modificare autonomamente le terapie.

Quando cambiano aspetto

La prima regola da considerare, non appena arriva il grande caldo, è che i farmaci possono modificare le proprie caratteristiche. Ciò significa che possiamo imbatterci in un cambiamento di colore, odore, sapore o consistenza, nella presenza di particelle solide in sospensione o sul fondo del flacone, oppure nella separazione dei componenti di una crema. Tutto questo può voler dire sostanzialmente una cosa: quella medicina si sta deteriorando.