Il presidente argentino ha da sempre avuto posizioni controverse circa la sovranità sulle Isole Falkland-Malvinas. Il suo ministro degli Esteri, Pablo Quirno, è tornato a denunciarne “l’occupazione illegale”, ma ciò non è bastato a frenare l'opposizione a poche ore dal matchIl presidente argentino ha da sempre avuto posizioni controverse circa la sovranità sulle Isole Falkland-Malvinas. Il suo ministro degli Esteri, Pablo Quirno, è tornato a denunciarne “l’occupazione illegale”, ma ciò non è bastato a frenare l'opposizione a poche ore dal matchEra il 1982 quando il generale Leopoldo Galtieri ordinò alle sue flotte di riprendersi quel pugno di scogli nell’Atlantico con un’invasione militare, che costò la vita a 649 soldati argentini. Nel 1986, all’Azteca di Città del Messico, Diego Armando Maradona rispose all'occupazione britannica con la mano di Dio e con il gol del secolo, trascendendo la semplice partita di calcio, poi consegnata alla storia. Quarant’anni dopo, Argentina e Inghilterra si ritrovano in una semifinale del Mondiale, ad Atlanta. Allora il coinvolgimento sportivo non poteva non intrecciarsi con la politica, questa volta sarà dissimulato dallo stesso governo di Buenos Aires: il presidente Javier Milei ha infatti avallato la decisione della Fifa di vietare ai tifosi argentini di portare allo stadio qualsiasi bandiera, cartello o maglietta che rivendichi la sovranità sulle Falkland-Malvinas.La notizia è venuta fuori martedì pomeriggio, alla vigilia della partita. La ministra della Sicurezza argentina, Alejandra Monteoliva, ha confermato quanto era stato concordato in una riunione a Virginia tra rappresentanti del Fbi, della Fifa, delle autorità di sicurezza americane e dei delegati di Argentina e Inghilterra: la frase “Le Malvinas sono argentine" sarebbe un “messaggio politico", ha detto, e come tale sarà “vietato all'ingresso insieme a qualsiasi elemento provocativo" di contenuto politico, razziale o religioso. Le due tifoserie entreranno da porte separate, gli argentini per il cancello 4 e gli inglesi per il 3, per poi condividere gli spazi comuni. Un milione e seicento agenti tra polizia della Georgia, Fbi e sicurezza privata sono stati schierati in quello che le autorità americane hanno classificato come un evento di "alto rischio".Una questione centennaleLa questione delle Malvinas è una ferita aperta nell'identità argentina, dipinta sui muri di Buenos Aires come i ritratti dei caduti in guerra, celebrata ogni anno con un giorno di festa nazionale. L'Argentina le rivendica dal 1816, anno dell'indipendenza dalla Spagna, sostenendo di averne ereditato la sovranità. La Gran Bretagna le occupa militarmente dal 1833 e le considera un territorio d'oltremare. Nel 1982 la giunta militare di Leopoldo Galtieri tentò di riprenderle con un'invasione armata: Margaret Thatcher ordinò la controffensiva, la guerra durò 74 giorni e si concluse con la sconfitta argentina e 904 morti tra le due parti. Nel 2013 un referendum tra i circa tremila abitanti delle isole si concluse con il 99,8% a favore del mantenimento dello status britannico.Le posizioni controverse di MileiJavier Milei è il presidente argentino che aveva citato Thatcher tra i suoi modelli politici già in campagna elettorale. In un'intervista alla Bbc del 2024 aveva criticato i politici che "si battono il petto" sulla questione senza ottenere risultati, e aveva detto che l'Argentina vuole che gli abitanti delle isole "decidano un giorno di votare per noi", ricalcando la posizione britannica sull'autodeterminazione: affermazioni che gli erano costate l'accusa di tradimento da parte dei veterani di guerra. Ad aprile di quest'anno, però, dopo che Reuters aveva rivelato una email interna del Pentagono che suggeriva di rivedere la posizione americana sull'arcipelago come ritorsione verso Londra per le sue posizioni sulla guerra con l'Iran, Milei aveva cambiato tono e postato su X che le Malvinas “furono, sono e saranno argentine". Reuters aveva letto questa virata come il tentativo di un presidente con i sondaggi ai minimi storici di cavalcare un'onda nazionalista. Ad oggi, mentre il presidente sfodera divieti sugli spalti, il suo ministro degli Esteri, Pablo Quirno, è tornato a denunciare “l’occupazione illegale” da parte della Gran Bretagna e ha marchiato quegli stessi residenti come “una popolazione impiantata artificialmente”.La risposta dell'opposizioneL'opposizione ha risposto al divieto di Milei con voce compatta. La deputata di Unión por la Patria Paula Penacca ha scritto su X che "proibire la bandiera delle Malvinas è proibire la bandiera dell'Argentina". Il radicale Pablo Juliano ha definito il governo come pieno di "fan di Margaret Thatcher" e ha chiesto ai funzionari di “difendere la bandiera" invece di negoziare a Virginia in che modo i tifosi argentini debbano stare allo stadio. Diversi parlamentari hanno presentato un progetto di ripudio della misura, definendo la sovranità sulle Malvinas "un mandato costituzionale irrinunciabile" e non un "messaggio politico". Il deputato socialista Esteban Paulón ha sollevato un dubbio pratico: "Cosa succederebbe se qualcuno andasse allo stadio con una maglietta con la mappa dell'Argentina? Sarebbe impossibile che quella mappa non includesse le Malvinas”.Tag LEGGI ANCHE L'E COMMUNITYEntra nella nostra community Whatsapp