Il modello Telco AI, ovvero l’integrazione delle tecnologie di machine learning e intelligenza artificiale nelle reti e nei servizi di telecomunicazione, ha ormai conquistato i piani strategici degli operatori, ma fatica ancora a entrare nelle attività operative quotidiane. Le aziende moltiplicano sperimentazioni, partnership e investimenti. Tuttavia, soltanto una minoranza possiede oggi le basi tecnologiche e organizzative necessarie per procedere su larga scala.A fotografare il divario è il Telco AI Readiness Index 2026 di Analysys Mason, realizzato in collaborazione con Dell Technologies. L’indagine ha coinvolto 50 operatori Tier 1 nei principali mercati mondiali, tra marzo e maggio 2026.Il dato più netto riguarda la distanza tra ambizione e capacità di esecuzione. Il 50% degli operatori rientra ancora tra i soggetti in ritardo. Queste aziende non dispongono di una visione sufficientemente chiara, né di fondamenta dati capaci di accelerare l’adozione.Soltanto il 10% si avvicina invece al modello AI-native, pur senza averlo ancora raggiunto pienamente. Un altro 8% mostra una forte maturità tecnologica e commerciale. Il 24% si colloca in una fascia intermedia, mentre una quota minoritaria ha sviluppato buone capacità di vendita senza un’analoga solidità operativa.Il problema, quindi, non consiste più nel convincere il settore dell’importanza dell’intelligenza artificiale. La sfida riguarda la trasformazione di una priorità strategica in processi industriali, reti programmabili e servizi commerciali sostenibili.Indice degli argomenti