Oltre quarant’anni fa Argentina e Regno Unito combatterono una guerra che ancora oggi alimenta una forte rivalità: quella per il controllo delle isole Falkland/Malvinas, nel sud dell’oceano Atlantico, al largo dell’Argentina (il primo è il nome che usano i britannici, il secondo quello che usano gli argentini). La guerra fu combattuta nel 1982 e si concluse con la resa dell’Argentina, che ancora oggi rivendica l’arcipelago come suo, nonostante sia rimasto al Regno Unito.

Prima della guerra il territorio britannico delle isole Falkland/Malvinas includeva anche gli arcipelaghi vicini di Georgia del Sud e delle isole Sandwich australi; dal 1983 questi sono un territorio separato, che fa comunque capo al Regno Unito. Oggi le isole Falkland/Malvinas si governano autonomamente ma si trovano sotto la sovranità del Regno Unito, da cui dipendono per la politica estera e la difesa.

La contesa per il controllo delle isole esiste da secoli e ha avuto a che fare con chi le aveva scoperte per primo, ma anche con le potenze coloniali a cui appartennero: nel tempo sulle isole si avvicendarono insediamenti francesi, spagnoli, britannici e argentini. I britannici vi costruirono nel 1765 l’avamposto di Port Egmont, e da allora si insediarono sempre più stabilmente: oggi sull’isola vivono quasi 3.500 persone, la maggior parte delle quali ha origini britanniche e un fortissimo attaccamento al Regno Unito.