57 feriti: il bilancio dell’edizione 2026 della festa di San Firmino riaccende le polemiche sulla crudeltà della folle corsa dei tori per le strade di Pamplona
@sanferminespamplona/Instagram
La giornata conclusiva della festa di San Firmino 2026 ha confermato l’immensa pericolosità di una delle manifestazioni più controverse d’Europa. L’ottavo e ultimo encierro di Pamplona, andato in scena lungo il tradizionale e scivoloso tracciato cittadino di 848,6 metri, ha visto i massicci tori della ganadería Jandilla compiere la loro corsa in appena 2 minuti e 25 secondi. Un tempo ridottissimo ma sufficiente a seminare il caos e a mandare in tilt il sistema di soccorso locale gestito dalla Croce Rossa.
Il bilancio medico dell’ultima giornata è drammatico: dieci feriti complessivi, di cui tre feriti da profonde cornate. All’altezza del Municipio, un corridore ha riportato una grave lesione alla coscia interna con conseguente emorragia. Pochi metri più avanti, nel tratto di Telefonica, un secondo partecipante ha subito un pericoloso sfondamento toracico, mentre un terzo è stato raggiunto da una cornata all’altezza della celebre via Estafeta. Tutti e tre i feriti gravi sono stati ricoverati d’urgenza presso l’Ospedale Universitario di Navarra in condizioni stabili ma riservate, mentre il resto della folla è stato medicato per traumi cranici, lussazioni e schiacciamenti dovuti alla calca.














