L'AQUILA - Amministratore di lungo corso, calciatore professionista in passato, con una passione sfrenata per la musica italiana e per il festival di Sanremo. Cosa poteva chiedere di più, Roberto Padrin, che giocare la "Partita del cuore 2026" con la maglia della nazionale politici-giornalisti, contro la nazionale cantanti? Segnare un gol? Beh, il sindaco di Longarone ed ex presidente della Provincia di Belluno ha fatto molto di più: una doppietta, nel match di solidarietà andato in scena lunedì sera all'Aquila, per raccogliere fondi a favore delle popolazioni del Venezuela colpite dal terremoto. «Ci tenevo a essere presente perché Longarone e L'Aquila sono legate da un patto di amicizia siglato diversi anni fa, in memoria dei disastri e delle rinascite che hanno contraddistinto le due comunità» spiega Padrin, che era uno dei due veneti in campo, insieme ad Adriano Cappellari, il giovane cronista di Enego che qualche settimana fa aveva subito un attentato intimidatorio per le sue inchieste. Sulla sua maglia il numero 63, scelto appositamente per rappresentare l'anno del disastro del Vajont. «Per legare L'Aquila e Longarone spiega il sindaco-calciatore -. Ma anche per sottolineare la portata dell'evento solidale, e ricordare che alla distruzione può seguire la ricostruzione, se si dà spazio alla solidarietà. Esattamente come è successo per la mia comunità dopo il disastro del 1963».