Un musulmano da eliminare”, “va pestato a sangue”, “ti sgozzo halal“. Sono alcuni dei messaggi ricevuti da Simohamed Kaabour, consigliere comunale Pd delegato alle relazioni internazionali a Genova, dopo che un suo intervento del 30 giugno è stato rilanciato dalle pagine social della Lega e da alcuni suoi esponenti. Kaabour e i suoi avvocati annunciano querele e cause civili contro gli autori dei contenuti più gravi: diverse centinaia di persone già identificate con nome e cognome.
I legali del consigliere eletto tra le fila del Pd hanno contato oltre 20.000 commenti sotto i post leghisti, “quasi tutti insulti”, oltre a minacce inviate in privato e ricondivisioni su altre pagine. Il metodo è quello consueto della “Bestia” social, cavalcato da Salvini nella trasformazione “sovranista” della fu Lega Nord. La “shit storm” è partita in Consiglio comunale, durante il dibattito su una mozione contro razzismo e xenofobia. Rispondendo alla capogruppo leghista Paola Bordilli, Kaabour aveva richiamato l’anniversario, che cadeva quel giorno, della rivolta genovese contro il congresso del Movimento sociale italiano nel 1960, aggiungendo che anche “razzisti e islamofobi” dovrebbero tornare “nelle fogne”. Il video è stato poi ripubblicato dalla pagina della Lega, dall’europarlamentare Silvia Sardone e da altri esponenti del partito, che si è sentito chiamato in causa.






