Ore 18. Direzione Fermi. Tra le stazioni di Nizza e Marconi, dentro i vagoni della metro, la temperatura arriva a 35 gradi. Un'ora prima quella stessa temperatura si registrava in superficie. E nei vagoni spuntano ventagli e mini-ventilatori elettrici: rimedio antico per resistere ad una temperatura che non ti aspetti sui treni che viaggiano sottoterra. E non soltanto sui treni, ma anche dentro le stazioni. Lì il termometro modifica leggermente verso il basso, ma non scende mai sotto i trenta gradi. «Fortuna che c'è l'aria condizionata» commenta sarcastico un uomo, sorridendo alla moglie, appena sale alla fermata Dante. Già, sarcastico, perché sui convogli della metro l'aria condizionata non esiste. Come vivono i passeggeri il caldo nella metropolitana di Torino? Alla fermata di San Salvario aspettano Vanessa Vettorello e Davide Greco, entrambi fotografi. «Fa caldo così tutti i giorni. Qui si suda» si sfoga lei. E lui rincara: «E fosse solo calore: capita spesso anche che la metro si blocchi». E la chiacchiera si sposta sul tema stazioni: «Lì un po' di aria c'è, ma non basta a scacciare quel senso oppressione. Occhio che sui vagoni è peggio, specialmente all'ora di punta, quando sono strapieni». E anche se nel mese di luglio tra le 18 e le 18, 30 prendono la metro meno persone rispetto ad altri periodi dell'anno, tutti parlano del gran caldo sui treni. «È così anche la mattina - si sfoga Vittorio Lizzeri, che viaggia in direzione Fermi - Tra le 8,30 e le 9 non si respira». Gli fa eco un'altra ragazza: «Secondo me al mattino, con tutte le persone che affollano i vagoni, il caldo si sente ancora di più». È d'accordo anche Marco Guglielmino, un insegnate, che spiega come in questo periodo la metro non la utilizzi tutti i giorni: «E comunque dovrebbero montare un sistema di aria condizionata che funzioni. Questo caldo - umido è terribile».