<p>Ormai da diversi anni, da dentro il parlamento e fuori, seguo il tema delle <strong>telefonate moleste</strong>.<br> L’istituzione e l’ampliamento delle competenze del <strong>Registro Pubblico delle Opposizioni</strong>, a cui consiglio sempre di iscriversi e <strong>rinnovare l’iscrizione almeno ogni due anni</strong>, è stato un importante passo per iniziare a <strong>contenere il telemarketing aggressivo</strong> nel mercato legale. </p> <p> </p> <h2><strong>Le iniziative per contrastare il telemarketing non si fermano</strong></h2> <p>Per quanto attiene al mercato illegale, che ha esacerbato il fenomeno rendendolo insopportabile e pericoloso, c’è stato un lodevole percorso di iniziative promosse dall’Autorità Garante per le Comunicazioni che hanno notevolmente contribuito ad <strong>abbattere</strong> - specie nell’ultimo anno - la mole delle chiamate truffa provenienti dall’estero: sia quelle realizzate con finti <strong>numeri fissi e mobili italiani</strong>, bloccati in arrivo dai filtri introdotti nel 2025, sia quelle realizzate con <strong>numeri stranieri</strong>, che progressivamente si sono rese piuttosto inefficaci perché facilmente riconoscibili dagli utenti. </p> <p> </p> <h2><strong>Contro i «numeri brevi»</strong></h2> <p>A queste iniziative, un paio di mesi fa, se n’è aggiunta un’altra sui cosiddetti <strong>numeri brevi</strong>: «gli utenti - si legge nel comunicato di <strong>Agcom </strong>- potranno riconoscere le chiamate degli operatori di settore, imprese e call center che operano legalmente attraverso un <strong>numero breve chiamante di tre cifre</strong>, come tutti i numeri dedicati all’assistenza clienti.