L’agricoltore Giovanni Garavini: "Sopra i 32 gradi, la maturazione si blocca: frutti meno remunerativi. Sono, però, più dolci"Quattro giorni per celebrare uno dei prodotti che più identificano il territorio forlivese. Da domani fino a domenica torna in via Lughese, nel piazzale della parrocchia di San Martino in Villafranca, ‘Pesche in Festa’: è giunta alla 13ª edizione ed è ormai entrata nel circuito delle Sagre di Qualità dell’Unione nazionale Pro Loco d’Italia (Unpli). “Dopo lo stop imposto dalla pandemia – spiega Patrizia Carpi, presidente della Pro Loco San Martèn, promotrice dell’iniziativa – siamo ripartiti ancora più motivati e abbiamo scelto di confermare una formula che continua a piacere perché unisce buona cucina, attenzione al territorio, divertimento per le famiglie e momenti di approfondimento sul mondo agricolo e sull’alimentazione, mantenendo sempre al centro la pesca”. La sagra, diventata ormai un classico, è anche il momento in cui fare il punto sull’agricoltura e sul nostro prodotto d’eccellenza. Le cassette si riempiono una dopo l’altra. È il tempo delle pesche, anche se nei frutteti la stagione ha dovuto fare i conti con una primavera imprevedibile e un’estate torrida. Giovanni Garavini, 71 anni, coltivatore di frutta di San Martino in Villafranca, dove coltiva i suoi campi in via Lughese, è tra gli organizzatori della tradizionale sagra ‘Pesche in festa’: racconta gli effetti del clima e quale futuro immagina per una coltura che da sempre è uno dei simboli della Romagna.