Ginecologia15 luglio 2026 alle 00:49
Rischi per le donne?
La candidosi vulvovaginale recidivante, definita da almeno tre episodi nell’arco di un anno, è una condizione multifattoriale. Le recidive dipendono dall’interazione tra predisposizione individuale, alterazioni del microbiota vaginale, risposta immunitaria locale e capacità della Candida di formare biofilm, che ne favorisce la persistenza. Per questo la sola terapia antimicotica può non essere sufficiente. È fondamentale evitare l’automedicazione, confermare la diagnosi con adeguati esami microbiologici, correggere i fattori predisponenti (come diabete non controllato o uso inappropriato di antibiotici) e seguire protocolli terapeutici personalizzati per ridurre il rischio di nuove recidive.
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