Un nuovo sbarco ha interessato il molo Papa Francesco a Lampedusa, dove sono approdati trentotto migranti di diverse nazionalità. Tra i superstiti messi in salvo dalle motovedette della Capitaneria di porto e dell'agenzia Frontex, spicca la drammatica situazione di un cittadino tunisino affetto da tetraplegia, costretto ad affrontare la traversata del Mediterraneo in condizioni di estrema vulnerabilità.

L'operazione di soccorso ha interessato due piccoli gommoni intercettati a largo dell'isola. Sulla prima imbarcazione, salpata dalle coste libiche di Zuara, viaggiavano trentadue persone di nazionalità somala e sudanese, tra cui nove minori. Ascoltati dai mediatori culturali dopo l'approdo, i migranti hanno descritto i dettagli del viaggio e i costi del traffico di esseri umani: i cittadini sudanesi hanno riferito di aver pagato tariffe comprese tra i 2.000 e i 5.000 dinari libici, mentre per i somali il prezzo della tratta si è aggirato intorno ai 400 dollari a testa.

La seconda imbarcazione, partita invece dalla località tunisina di Chebba Mahadia, trasportava sei persone di nazionalità tunisina. Tra di loro vi era il passeggero tetraplegico, sbarcato sulla banchina in barella grazie al delicato intervento e all'assistenza della equipe medica del poliambulatorio dell'isola.