di

Nicolò Franceschin

«Il rosso è stato uno choc, la decisione della Fifa una gioia. Però ha innervosito tutta la squadra», la confessione dell'attaccante dopo le tante polemiche al Mondiale

E mentre si parla di un suo possibile arrivo in Italia (in ottica Juventus), Folarin Balogun, a distanza di qualche giorno dall'eliminazione dal Mondiale, ha commentato per la prima volta le polemiche che lo hanno coinvolto (e travolto) dopo il rosso revocato dalla Fifa. Choc, gioia, nervosismo. Questi i tre stati d'animo che si sono alternati e intorno ai quali si sono sviluppate e condotte le giornate dell'attaccante. Prima di tutto c'è stata l'espulsione contro la Bosnia: «Ero sotto choc. Non si è trattato nemmeno di un contrasto - il racconto durante l'intervista alla Cbs -. Ero completamente sotto choc, credo che la mia reazione si sia vista, ma ho dovuto accettare la decisione e cercare di essere presente per la mia squadra».

Era solo l'inizio. Nei giorni che hanno preceduto l'ottavo di finale contro il Belgio scoppia il caso: la Fifa decide di revocare l'espulsione. Decisiva la chiamata di Trump a Infantino. Una scelta che ha diviso il mondo del calcio e travolto Balogun e compagni: «La mia reazione iniziale è stata di gioia per essere tornato in squadra, ma riflettendoci un po', ho capito che avrebbe suscitato molte polemiche». E così è stato, con ripercussioni sulla stessa squadra statunitense, uscita sconfitta contro la Nazionale belga: «Riuscivo quasi a percepire un po' di nervosismo nei miei compagni, è stata davvero qualcosa di mai visto prima. Ma più ci avvicinavamo alla partita e più cercavo di concentrarmi, ma era difficile per quanto succedeva all'esterno».