La resistenza si fa in motorino. O almeno, così sembra, a seguire le ultime vicende della casa di produzione Simson: diventato un marchio cult dell’ex Ddr, il motorino – il modello più famoso si chiama Schwalbe, “rondine” – è ormai parte integrante dell’immaginario dell’identità dell’est. Proprio quella che cavalcano i politici di AfD già convinti di essere i nuovi padroni in Sassonia-Anhalt e Meclemburgo, dove si vota in autunno. A guidare i motorini Simson oltre allo Spitzenkandidat Ulrich Siegmund è anche Björn Höcke, il biondissimo ex professore di storia che guida il partito in Turingia. Il partito ha anche già organizzato dei tour in motorino «per la libertà», quasi fosse il simbolo della riscossa orientale.
C’è solo un piccolo neo a incrinare il racconto dell’estrema destra: la famiglia Simson, che ha fondato la fabbrica di Suhl, era ebraica e fu espropriata dal regime nazionalsocialista. Ai tempi della Ddr, la fabbrica di auto fu riconvertita in produttrice di moto. Dopo la caduta del muro, i Simson – diventati nel frattempo imprenditori finanziari in America – cercarono di riacquistare almeno la parte dell’azienda che produceva armi da caccia, ma l’ente pubblico che si occupava della privatizzazione delle aziende nazionalizzate dalla Ddr sotto pressione per dismettere il proprio patrimonio di marchi il prima possibile la cedette a una ditta olandese, sotto il cui controllo andò fallita in pochi anni.








