di
Paolo Centofanti
Il prossimo lancio di Starship sarà un doppio test: per la prima volta SpaceX utilizzerà il più grande razzo mai realizzato anche per portare nello spazio i nuovi satelliti Starlink v3 che proveranno a collegarsi alla costellazione
SpaceX si sta preparando per il tredicesimo lancio di Starship e per la prima volta la stiva del secondo stadio al decollo non conterrà dei mock up come accaduto fino ad ora, ma un carico di 20 satelliti Starlink di terza generazione veri e propri. Il volo, programmato al momento per quando in Italia saranno le 00:45 del 17 luglio, sarà quindi un doppio test che coinvolgerà Starship e la costellazione satellitare Starlink. Si tratterà infatti del primo test nello spazio per la nuova generazione di satelliti, che durante la missione tenteranno di allacciarsi alla rete Starlink comunicando con “LASER ad altissima capacità”. Anche per questo tredicesimo volo di test, però, Starship seguirà una traiettoria suborbitale, il che comporta che i satelliti saranno destinati a rientrare in atmosfera e a disintegrarsi pochi minuti dopo il rilascio nello spazio.
Per quanto riguarda Starship, il prossimo test si concentrerà in primo luogo sul ripetere l’ammaraggio del primo stadio Super Heavy, andato perso la volta precedente - rivela ora SpaceX - a causa di un’accensione leggermente fuori tempo dei motori del secondo stadio, che ha sfasato di 90 gradi la manovra di rotazione del booster. Space spiega di aver anche migliora la procedura di riaccensione dei motori Raptor del primo stadio. Sono state apportate modifiche al sistema di propulsione del secondo stadio, per risolvere il problema dello spegnimento di un motore avvenuto nel test precedente, che ricordiamo era stato il primo volo per la nuova versione sia del primo stadio Super Heavy che della navicella Starship.Nuovi test verranno effettuati sullo scudo termico di Starship. SpaceX intende testare diverse tipologie di mattonelle e di posizionamento, anche al fine di verificare le prestazioni a diversi angoli di attacco durante il rientro in atmosfera. Lo scudo termico include inoltre per questo volo dei sensori di pressione su alcune mattonelle, per misurare il carico aerodinamico in fase di ascesa sugli agganci delle mattonelle stesse, che per questo lancio sarà superiore alle volte precedenti. SpaceX spiega di voler testare la capacità dello scudo termico di sopportare un maggiore stress, per massimizzare la capacità di trasporto di carichi in orbita del razzo. Anche per questo tredicesimo volo di test, SpaceX non intende recuperare né il primo né il secondo stadio: entrambi completeranno la propria discesa in mare.









