Simic è finito al centro di una vicenda giudiziaria in Croazia: è stato arrestato assieme ad altre due persone con l’accusa di aver ricevuto licenze illecite per il suo campeggio.

Nella sua carriera ha vestito le maglie di Inter, Milan e Dinamo Zagabria, ma ora il nome di Dario Simic è finito al centro di un'inchiesta anticorruzione in Croazia. L'ex difensore è stato arrestato con l'accusa di aver ottenuto illegalmente le autorizzazioni per realizzare un campeggio sulla costa centrale del Paese. L'arresto è avvenuto nell'ambito di una vasta operazione condotta dalla polizia croata e dall'USKOK, l'ufficio per la repressione della corruzione e della criminalità organizzata. Secondo gli investigatori, Sinic avrebbe ottenuto i permessi necessari grazie all'aiuto di Neda Livljanic, ex dirigente del Dipartimento del Turismo della contea di Sebenico e Tenin, oggi in pensione.

Secondo quanto riportato dall'agenzia croata HINA, gli investigatori hanno accertato che un'ispezione nel campeggio di Simic ha dimostrato l'assenza di servizi igienici e che il terreno si trovasse al di fuori di un'area edificabile. L'indagine va avanti già da diversi anni e lo scorso anno anche il fratello dell'ex giocatore, Josip Simic, era stato arrestato con l'accusa di operazioni commerciali fittizie ed evasione fiscale. Dopo la carriera da giocatore il croato ha aperto dei bar con la sua famiglia e gestisce un' azienda di acqua minerale molto importante in Croazia. Simic è stato arrestato con l'accusa di corruzione L'inchiesta sul campeggio: cosa contestano a Simic La polizia ha arrestato Simic, finito al centro di una vicenda giudiziaria che in Croazia ha coinvolto diverse persone. Secondo gli investigatori il campeggio sarebbe stato autorizzato grazie a permessi ottenuti irregolarmente con l'intervento dell'ex dirigente Livljanic. L'ex difensore del Milan è stato interrogato a Zagabria e resterà in custodia cautelare per le prossime ore, in attesa di risvolti e nuovi interrogatori che serviranno per far luce sul caso. Secondo l'accusa Livljanic avrebbe rilasciato le autorizzazioni basandosi su verbali di ispezione che non sarebbero mai state effettuate, facendo risultare nei documenti ufficiali di aver visitato personalmente i campeggi.