Non solo medici di famiglia, e pediatri. In Piemonte c’è carenza anche di medici ospedalieri, specialisti. Tanto che gli ospedali se li “prestano”. Più precisamente, stringono accordi per mandare i loro specialisti sotto forza di rinforzo nelle strutture sanitarie dove la coperta è ormai diventata corta. Tutto su base volontaria. E naturalmente, senza deprivare gli ospedali in cui sono assunti. Non a caso, le trasferte avvengono nei fine settimana. Soluzioni tampone Un altro spaccato di una Sanità pubblica in affanno, dove si è costretti a tamponare basandosi, come sempre, sulla disponibilità dei singoli: vale per le prestazioni extraorario (la sera e nei weekend) con cui la Regione cerca di ridurre le croniche liste d’attesa, vale per le specialità maggiormente in sofferenza.
Disomogeneità territoriale Altro dato. A chiedere appoggio sono strutture sanitarie al servizio di aree decentrate, le stesse dove ormai si contano sulla punta delle dita medici di base e pediatri, ma non solo. L’interscambio di professionisti, diciamo così, riguarda anche i grandi ospedali, che in teoria non dovrebbero avere questo tipo di problemi. Dal San Luigi al Verbano L’ultimo esempio in ordine di tempo rimanda alla convenzione recentemente sottoscritta dal San Luigi Gonzaga di Orbassano, diretto da Davide Minniti, e dall’Asl VCO diretta da Francesco Cattel. In sintesi: gli urologi del San Luigi supporteranno temporaneamente la Struttura complessa di Urologia degli ospedali del Verbano Cusio Ossola, contribuendo alla copertura dei turni di guardia attiva e di pronta disponibilità nei fine settimana. Com’è prevedibile, l’accordo nasce dalla richiesta avanzata dall’Asl VCO, che sta affrontando una importante carenza di specialisti in Urologia. Il San Luigi, da parte sua, ha accolto la richiesta mettendo a disposizione i propri professionisti: svolgeranno l’attività, sulla base di una disponibilità personale, esclusivamente al di fuori del normale orario di servizio e senza alcun impatto sull’attività assistenziale dell’ospedale di Orbassano. «La convenzione rappresenta un esempio concreto di collaborazione tra strutture del servizio sanitario regionale – spiegano dal San Luigi - una rete di competenze che consente di far fronte alle criticità legate alla carenza di personale altamente specializzato, evitando interruzioni di servizio e garantendo ai pazienti la continuità delle cure anche nei territori più in difficoltà». L’intesa, valida fino al 31 dicembre 2026, prevede che gli specialisti possano effettuare fino a due fine settimana di attività al mese presso l’Asl VCO per un totale di circa 200 ore al mese assicurando la copertura dei turni, secondo una programmazione condivisa tra le due aziende.








