Radar tedeschi, illuminatori Leonardo e Weibel, centro di comando Kongsberg attorno a un intercettore sviluppato in Ucraina. Per lo scudo anti-missile si delinea un modello di cooperazione euro-ucraina che potrebbe fungere da base per le prossime iniziative di difesa comune

L’Europa prova a costruire il primo tassello di una vera architettura comune di difesa antimissile. A Parigi, alla vigilia delle celebrazioni del 14 luglio, nove Paesi europei (Francia, Germania, Italia, Spagna, Regno Unito, Paesi Bassi, Danimarca, Norvegia e Svezia) hanno annunciato la nascita della Integrated Anti-Ballistic Defense Coalition, un’iniziativa congiunta realizzata assieme all’ Ucraina e destinata a sviluppare nel più breve tempo possibile capacità europee integrate contro la minaccia dei missili balistici. La dichiarazione congiunta parla di un “Flagship Project” che dovrà accelerare lo sviluppo di una capacità antimissile comune, attraverso requisiti operativi condivisi, gruppi di lavoro tecnici, una governance dedicata e una stretta cooperazione industriale e scientifica. L’obiettivo è realizzare un’architettura di difesa integrata, aperta anche alla futura adesione di altri Paesi che ne condividano i principi, facendo leva sull’esperienza maturata dall’Ucraina nella difesa contro gli attacchi missilistici russi.