Le immagini del satellite europeo Sentinel-5P mostrano il lungo viaggio del pennacchio di SO₂ emesso dall'Etna: spinto dai venti, ha attraversato il Mediterraneo fino a Libia, Tunisia, Algeria ed Egitto, offrendo agli scienziati dati preziosi sulla dispersione dei gas vulcanici
@CopernicusSentinel-5P – Platform ADAM
Quando l’Etna erutta, i suoi effetti non si fermano soltanto alla Sicilia. L’ultima dimostrazione arriva dallo spazio: il gigantesco pennacchio (alto 1,5 km) di anidride solforosa (SO₂) emesso durante la recente eruzione – che ha causato diversi disagi ai passeggerei aerei – è stato trasportato dai venti per centinaia di chilometri, attraversando il Mediterraneo fino a raggiungere Libia, Tunisia, Algeria ed Egitto. A mostrarlo è un’immagine catturata il 7 luglio dal satellite europeo Sentinel-5P, che rende visibile il lungo “respiro” del vulcano siciliano.
L’immagine satellitare che mostra il viaggio dell’anidride solforosa
La mappa, diffusa dalla piattaforma ADAM (Advanced geospatial Data Management), utilizza i dati raccolti da Sentinel-5P, uno dei satelliti del programma europeo Copernicus, sviluppato dall’Agenzia Spaziale Europea (ESA) e dalla Commissione europea per monitorare lo stato dell’atmosfera terrestre. Nell’immagine le tonalità più chiare evidenziano le aree dove la concentrazione di anidride solforosa è maggiore. La nube, originatasi sopra l’Etna durante l’intensa attività eruttiva dal cratere Voragine del 7 luglio, viene mostrata mentre si estende dalla Sicilia verso sud, seguendo le correnti atmosferiche fino alle coste del Nord Africa.








