Ambiente e Energia

Martedì 14 Luglio 2026

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(ANSA) - ROMA, 14 LUG - Le modifiche alle norme sulla caccia introdotte dal disegno di legge approvato al Senato e in discussione alla Camera "non appaiono tese a limitare l'impatto dell'attività venatoria su specie in precario stato di conservazione. Sarebbe stato auspicabile l'esclusione di qualche specie con uno stato di conservazione particolarmente sfavorevole". Lo ha detto il direttore del dipartimento monitoraggio e tutela ambiente di Ispra, Luigi Ricci, in audizione di fronte alla Commissione Agricoltura della Camera.

Secondo Ricci "l'allargamento delle superfici degli Atc (Ambiti territoriali di caccia, n.d.r.), che nel caso della Sardegna arriverebbero alle dimensioni regionali, contrasta col principio della caccia sostenibile". Per il dirigente di Ispra "l'introduzione della possibilità che le Regioni autorizzino la conversione della aziende faunistico-venatorie in aziende agrituristiche-venatorie, senza che sia prevista una valutazione tecnico-scientifica, rischia di aprire ad una gestione venatoria consumistica in aree ad elevato valore".