Il nome nuovo per l’attacco del Lecce è quello di Robert Philip Thomas Ure, classe 2004, nato a Glasgow, in Scozia, ma in possesso anche del passaporto ucraino, in forza alla formazione svedese IK Sirius. Il ragazzo, dalla fisicità importante, alto 189 centimetri, si sta mettendo in mostra, nella sua formazione, in questa fase della stagione, avendo sin qui realizzato 12 gol in 12 gare in campionato e 5 reti in 5 sfide di coppa, con l’invidiabile media di uno a match, servendo anche 2 assist nell’Allsvenskan e uno nella Svenskan Cupen. Il centravanti piace molto al responsabile dell’area tecnica Stefano Trinchera, ma l’operazione è assai complicata, in quanto ha un contratto sino al 30 giugno 2029, rinnovato nel marzo 2025, ed il suo sodalizio di appartenenza non ha alcuna intenzione di cederlo se non a cifre di rilievo.
Il Lecce avrebbe offerto quattro milioni di euro più il trenta per cento sulla futura rivendita, ma la risposta dei responsabili dell’IK Sirius è stata un secco «no». Insomma, la trattativa non sembra decollare, fermo restando che c’è da supporre che il Lecce tornerà all’assalto. Il ragazzo, che fa parte del “Team Raiola”, vede la possibilità di approdare nella massima serie italiana come un salto di qualità. Ma anche, al contempo, come un trampolino di lancio, stante il fatto che dal Salento sono transitati calciatori quali Morten Hjulmand, Patrick Dorgu e Nikola Krtovic che, dopo l’esperienza vissuta in giallorosso, hanno spiccato il volo rispettivamente verso lo Sporting Lisbona, il Manchester United e l’Atalanta. Per quel che riguarda il centrocampista danese, che ha rappresentato la prima grande plusvalenza del nuovo corso avviato con Pantaleo Corvino in società (fortemente voluto dal presidente Saverio Sticchi Damiani), nell’annata 2020/2021, ora è approdato nella Liga spagnola, all’Atletico Madrid, semifinalista dell’ultima Champions League.











