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Monica Ricci Sargentini

L'intesa tra l'Unione europea e il Regno Unito comporta, fra l'altro, l'eliminazione del confine terrestre fra il territorio iberico e la «Rocca»

Per oltre un secolo è stata una delle frontiere più simboliche d'Europa. Da oggi, invece, la recinzione che separa Gibilterra dalla Spagna è destinata a scomparire. L'intesa tra Londra e Bruxelles elimina i controlli alla spostando quelli sull'immigrazione al porto e all'aeroporto di Gibilterra, dove la polizia spagnola opererà per conto dell'area Schengen. La sovranità non cambia: Gibilterra resta britannica e Madrid non ottiene alcun riconoscimento delle proprie rivendicazioni. Ma il compromesso segna una svolta politica perché chiude una delle questioni rimaste aperte dopo la Brexit e restituisce fluidità a un'area attraversata ogni giorno da circa 15 mila lavoratori frontalieri.

Dietro la soluzione tecnica c'è però un significato geopolitico più ampio. Gibilterra controlla uno degli snodi marittimi più importanti del mondo, lo Stretto che collega Atlantico e Mediterraneo, attraversato da una parte rilevante del traffico commerciale globale e delle rotte energetiche. È anche una storica base militare britannica e della Nato, tornata centrale dopo la guerra in Ucraina e con l'instabilità crescente in Medio Oriente.