Nuova stretta sulla sicurezza. Il governo Meloni porta oggi in Consiglio dei ministri un nuovo pacchetto di misure che punta a rafforzare gli strumenti a disposizione delle forze dell'ordine, accelerare gli sgomberi degli immobili occupati abusivamente e intensificare il contrasto alle baby gang e ai cosiddetti "maranza", uno dei fenomeni che il Viminale considera oggi tra le principali emergenze di ordine pubblico. Sul tavolo dei ministri arriva un testo rivisto dopo gli ultimi confronti tecnici, con alcune limature rispetto alle bozze circolate nelle scorse settimane. Tra le novità più attese figura un ulteriore giro di vite contro le bande giovanili che operano nelle stazioni, sui mezzi pubblici e nelle aree urbane più sensibili. Secondo le indiscrezioni, il governo starebbe valutando di estendere, in specifiche circostanze, anche alla polizia locale la possibilità di ricorrere al fermo preventivo, uno strumento che Palazzo Chigi ritiene utile per intervenire prima che le situazioni degenerino in episodi di violenza. La misura è ancora oggetto di definizione tecnica e sarà uno dei punti centrali del confronto in Consiglio dei ministri. Il pacchetto conferma poi la linea dura contro il porto di coltelli e altri oggetti atti a offendere, con un'attenzione particolare ai minori, e rafforza le misure di prevenzione già previste nei precedenti interventi del governo, dalle zone rosse urbane ai Daspo, fino agli strumenti di controllo nelle aree considerate più a rischio. Un altro capitolo riguarda gli sgomberi degli immobili occupati abusivamente. L'obiettivo dell'esecutivo è ridurre i tempi di intervento e rendere più rapide le procedure, soprattutto nei casi in cui l'occupazione colpisca abitazioni destinate a famiglie o persone fragili, rafforzando il coordinamento tra prefetture, questure e autorità giudiziaria. Per il governo si tratta di un ulteriore tassello della strategia sulla sicurezza, uno dei temi identitari della maggioranza. Giorgia Meloni e il ministro dell'Interno Matteo Piantedosi hanno più volte sostenuto la necessità di dotare lo Stato di strumenti più incisivi contro criminalità diffusa, baby gang e occupazioni abusive, rivendicando una linea improntata alla prevenzione e alla certezza dell'intervento. Le opposizioni, invece, contestano l'impostazione del provvedimento, sostenendo che il rischio sia quello di privilegiare l'approccio repressivo rispetto agli interventi sociali e di prevenzione. Il confronto politico è destinato ad accompagnare anche l'iter parlamentare del testo, che dopo il via libera del Consiglio dei ministri dovrà essere esaminato dalle Camere.