Nell’ultimo 14 luglio da presidente Emmanuel Macron indica la strada che avrebbe tanto voluto percorrere fino in fondo. È dal 2017, e per tutto il decennio trascorso all’Eliseo, che le prèsident batte il ferro su un aspetto: aumentare la spesa per la difesa per proteggersi dalle minacce esterne. Un concetto ribadito con ancor più vigore con la conquista del suo secondo mandato, pochi mesi dopo l’invasione russa dell’Ucraina.
Come ogni momento spartiacque, la guerra ha cambiato ogni percezione. Macron ha perseguito con abnegazione l’obiettivo di incrementare le spese per sostenere Kiev e rilanciare la difesa comune. Con il “risveglio europeo”, tema della parata nazionale di quest’anno, il capo della Repubblica sintetizza il messaggio che ha cercato di trasmettere dentro e fuori la Francia.
«L’Europa sta diventando una potenza», ha detto lunedì il presidente in occasione del vertice dei volenterosi per l’Ucraina. «Il messaggio che inviamo al mondo è il seguente: sì, la pace è il nostro obiettivo; sì, amiamo la libertà e il diritto; e sì, siamo pronti a combatterle per difenderle sempre, anche a costo del sangue se dovesse servire».
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