A distanza di tre mesi dall’omicidio dell’operaio 49enne Stefano Tomèo, ucciso davanti all’ingresso del circolo privato The Club di Copertino (Lecce), il questore Giampietro Lionetti ha disposto la sospensione dell’attività per la durata di 30 giorni. Il provvedimento scaturisce dalla proposta di chiusura avanzata dal Reparto operativo dei Carabinieri di Lecce all’esito delle indagini dopo il delitto commesso l’11 aprile. Nell’agguato Tomèo venne colpito a morte, mentre l’amico che era con lui, ritenuto il vero bersaglio del killer, riuscì a mettersi in salvo.
Il provvedimento dispone la sospensione temporanea della licenza di somministrazione di alimenti e bevande ai soci, nonché della licenza per l’installazione di apparecchi da divertimento e intrattenimento (new slot) all’interno del circolo privato. Le motivazioni della pericolosità sociale emergono dal fatto che il locale è risultato assiduamente frequentato da pregiudicati di notevole spessore criminale, alcuni dei quali ritenuti appartenenti alla criminalità organizzata locale e gravati da precedenti per gravi reati, inclusi quelli di natura associativa.
L’attività d’indagine ha permesso di accertare che proprio il giorno dell’omicidio, il sicario avrebbe sostato a lungo dinanzi al circolo, interagendo con soci e frequentatori e organizzando le fasi preparatorie del delitto. È stato inoltre evidenziato il comportamento fortemente reticente dei presenti. Nonostante il delitto si fosse consumato in luogo pubblico alla presenza di circa venti persone, alcuni testimoni - tra cui soci e lo stesso presidente del circolo, denunciato in stato di libertà per il reato di favoreggiamento personale - avrebbero omesso di prestare soccorso alle vittime e di allertare le forze dell’ordine o i soccorsi sanitari.






