L’edizione 2026 dei Sanfermines si è conclusa ribadendo una regola non scritta ma implacabile: l’encierro non è un’attrazione come le altre e l’inesperienza si paga cara. Allo scoccare della mezzanotte, la città volta pagina e arriva il bilancio definitivo: 57 feriti in otto corse.

Hal qof ayaa dibi uu geeska kaga muday wejiga si fool-ka-fool ah, halka 12 qof oo kale ay soo gaareen dhaawacyo kala duwan intii lagu jiray orodkii dibiyada ee xamaasadda badnaa, kaas oo ka dhacay dabbaal-degga caanka ah ee San Fermin ee magaalada Pamplona ee dalka Spain. pic.twitter.com/VgYW5E4OWp — TRT Somali (@TrtSomali_) July 14, 2026

Una cifra che racconta il costo umano di un ingranaggio urbano e simbolico capace di richiamare migliaia di corridori da ogni parte del mondo. Quest’anno, l’attenzione del bollettino sanitario si concentra inevitabilmente sulla componente internazionale dei feriti.

Tra i 57 ricoverati figurano infatti cinque stranieri: due britannici, un australiano, un americano e un tedesco. Per quest’ultimo l’impatto con il rito secolare è stato particolarmente duro: ha subito una cornata al braccio sinistro.

La presenza di turisti in cerca di adrenalina è ormai strutturale alla festa, ma rappresenta anche una delle principali variabili di rischio. Come sottolineano gli addetti ai lavori, a pesare è soprattutto l’inesperienza di chi arriva da fuori: molti si inseriscono nella corsa ignorando le complesse dinamiche del tracciato e i rigorosi “codici” di comportamento che i veterani conoscono a menadito.