La scena consegnata alla storia: Brasile-Zaire, punizione dal limite per i verdeoro, Rivelino è pronto a calciare. Nella barriera dei “leopardi” Joseph Ilunga anticipa tutti con uno scatto e colpisce la palla, scagliandola dalla parte opposta del campo. I brasiliani restano increduli, l’arbitro ammonisce il giocatore zairese. Comincia il mistero della “punizione al contrario”. È il 22 giugno 1974 a Gelsenkirchen, Mondiali nell’allora Germania Ovest. Quella partita cade nell’ultimo turno del girone di qualificazione, i campioni del mondo hanno bisogno di una vittoria dopo due scialbi pareggi con Jugoslavia e Scozia, mentre i protagonisti del salto in avanti del movimento calcistico africano sono già eliminati.

Il gesto incomprensibile

Il Brasile è in vantaggio per 3-0, quando mancano pochi minuti alla fine (è l’85’) e succede quello strano episodio con la palla calciata senza motivo apparente. I commenti del tempo sono subito spietati, la sequenza viene raccontata come una gag: “I giocatori dello Zaire non conoscono neanche le regole di gioco”, “il calcio trasformato in una barzelletta”. Quella narrazione resiste per anni anche se a molti osservatori appare strano che la squadra arrivata ai Mondiali tedeschi da campione d’Africa 1974 potesse cadere in un errore regolamentare tanto plateale.