C'è un punto tra i tornanti dell'Oasi Zegna, dove la strada sale lenta tra prati e silenzi alpini, in cui l'architettura smette di imporsi sul paesaggio e comincia, invece, ad ascoltarlo. È qui, sulle Alpi biellesi, che ha trovato casa HEXA (Human Experience Architecture), microarchitettura sviluppata dalla startup Ricehouse insieme ad Apicoltura Urbana: una piccola struttura modulare costruita con materiali ricavati dagli scarti della filiera del riso, aperta liberamente a chiunque voglia fermarsi, entrare e, letteralmente, respirarla. HEXA è una casa fatta di riso. Non è una mostra. Non è un prototipo da osservare da lontano. È uno spazio da attraversare, in cui la materia racconta la propria storia attraverso i sensi.

Dalla risaia al muro: l'economia circolare che si abita

Ricehouse nasce nel 2016 da una domanda apparentemente semplice: cosa succede se lolla, paglia e pula di riso, gli scarti agricoli che ogni anno si accumulano lungo la Pianura Padana, vengono considerati materia da costruzione anziché rifiuto da smaltire? Ogni ettaro di risaia produce circa 7 tonnellate di riso alimentare e circa 10 tonnellate di residui. Una quantità enorme, rinnovabile, disponibile, in attesa di senso. Tiziana Monterisi, CEO e co-fondatrice dell'azienda insieme ad Alessio Colombo, ha trasformato quella domanda in un laboratorio di ricerca applicata che oggi conta collaborazioni industriali, edifici realizzati e - appunto - HEXA: la sintesi più compiuta e accessibile della visione di Ricehouse. “È l'idea più semplice che potessimo avere - racconta a Green & Blue Monterisi -. Costruire una piccola casa con i nostri materiali, aprire la porta e lasciare che le persone vivano un'esperienza diretta. Entrando nella casa di riso si comprende subito il senso del lavoro che portiamo avanti da anni”. I materiali impiegati sono privi di VOC e formaldeide, traspiranti, capaci di regolare naturalmente l'umidità interna, resistenti alla combustione e alle muffe. Sono biocompostabili a fine vita: quando l'edificio avrà concluso il proprio ciclo, tornerà alla terra senza lasciare residui tossici. In un settore, quello delle costruzioni, che secondo l'Agenzia Internazionale dell'Energia è responsabile di una quota molto rilevante delle emissioni globali di CO2, questo non è un dettaglio. È una svolta concreta.