Ci sono immagini che restano impresse nella memoria di un medico ben oltre la cartella clinica di un paziente. Per la dottoressa Nunzia Leonetti, pediatra dell’ospedale “Lorenzo Bonomo” di Andria, il ricordo del 12 luglio 2016 ha il volto di un bambino di pochi anni, coperto di polvere, spaventato e improvvisamente rimasto senza la persona che fino a pochi minuti prima lo stringeva tra le braccia. Quel bambino era Samuele. «Ci sono ricordi che il tempo non cancella. Quando ripenso al tragico incidente ferroviario di dieci anni fa, il mio pensiero va subito al piccolo Samuele», racconta la dottoressa Leonetti nel decennale della tragedia ferroviaria sulla tratta Andria-Corato, costata la vita a 23 persone.

Il bambino era in Puglia in vacanza a casa della nonna materna, a Terlizzi. Quella mattina i due erano diretti a Barletta, dove avrebbero dovuto prendere un treno per Milano per raggiungere i genitori del piccolo. Quel viaggio, però, si interruppe tragicamente tra Andria e Corato. La nonna perse la vita nello scontro dei due convogli, ma prima riuscì a compiere un ultimo gesto d’amore. «Ha letteralmente salvato il nipote avvolgendolo con il suo corpo», racconta la pediatra. Un gesto che fece da scudo al bambino e che gli consentì di sopravvivere all’impatto.