Giustizia
Rachele Monfredi
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Gentile direttore,
ho letto sull’edizione dello scorso 11 luglio che i magistrati avrebbero “scaricato i cancellieri” e “chiesto soldi e risorse solo per i loro assistenti”. Capisco che per alcuni abbandonare i toni mistificatori della campagna referendaria è difficile, mentre attribuire ai magistrati la responsabilità delle carenze del servizio giustizia è un modo facile per celare quella di chi è tenuto a curarne organizzazione e funzionamento, innanzitutto assicurando risorse umane e materiali. Capisco meno che tra questi vi sia chi (non tutti) dovrebbe tutelare gli interessi dei lavoratori del comparto. Mi sorprende che ad alimentare una contrapposizione creata ad arte sia anche un giornale che aspira a battagliare sulle idee.







