Dopo quello dei computer (-5%), va giù anche il mercato degli smartphone per la crisi in Medio Oriente e le difficoltà di approvvigionamento dei chip di memoria con un aumento dei costi che colpisce soprattutto i modelli di fascia medio-bassa. Secondo gli analisti di Counterpoint Research, la diminuzione del secondo trimestre 2026 si attesta all'11%, il livello più basso dal 2013.
"La crisi globale delle memorie ha ormai superato ogni altro fattore, i dispositivi di fascia bassa e media che rappresentano la maggior parte dei volumi globali di smartphone e sono i più esposti all'incidenza dei costi dei materiali non sono strutturalmente insostenibili ai prezzi precedenti - spiega l'analista di Counterpoint Reserach, Shilpi Jain - Oltre alla carenza di memorie, le tensioni geopolitiche in Medio Oriente hanno fatto lievitare i costi del petrolio e dei trasporti, gonfiando ulteriormente i prezzi degli dispositivi. Ciò è coinciso con una più ampia stretta macroeconomica caratterizzata da una crescita globale rallentata, un'inflazione più elevata e una fiducia dei consumatori ai minimi storici, fattori che hanno colpito più duramente gli acquirenti sensibili al prezzo".
In particolare, i produttori dei chip di memoria hanno ridotto le forniture per dare priorità alle memorie usate nei data center di intelligenza artificiale e questo ha comportato un aumento dei costi e di conseguenza dei prezzi finali, soprattutto per gli smartphone di fascia bassa e media. Non soffrono infatti gli smartphone top di gamma, i Galaxy S26 e gli iPhone 17, che hanno fatto aumentare le quote di mercato di, rispettivamente, di Samsung (24%) e Apple (20%) anche se quest'ultima ha già annunciato che arriveranno rincari per i futuri dispositivi.










