Il Parco Zuradili è tornato al silenzio ieri mattina, dopo una notte intera di musica, luci e divertimento. Si è chiusa così, tra le 4 e le prime luci dell’alba, la quinta edizione di ZuralPark, il festival che per un giorno l’anno trasforma questo angolo di natura in un crocevia di suoni e culture diverse. Più di 2000 persone hanno affollato i tre palchi immersi nel verde, in una giornata che gli organizzatori definiscono senza precedenti per affluenza e per la totale assenza di problemi di viabilità o di ordine pubblico. «Siamo partiti cinque anni fa», raccontano gli organizzatori, «vedere oggi più di duemila persone ballare fino all’alba, senza un solo disagio per il territorio, è la conferma che questo progetto ha una direzione precisa e che la comunità lo ha fatto proprio».
Il palco Capital ha ospitato lo show più atteso della serata: i finlandesi Bomfunk MC’s, il trio che nel 1999 conquistò le classifiche di mezzo mondo con “Freestyler”, pietra miliare dell’ibrido tra hip hop, elettronica e breakbeat che ha segnato una generazione di ascoltatori. Per l’Isola si è trattato di una prima assoluta. Sul palco Metropolitan, invece, il dj e produttore terralbese Claudio PRC ha festeggiato i suoi vent’anni di carriera in una serata condivisa con i cinque anni di vita del festival: «Un doppio anniversario che aveva un significato speciale», spiegano gli organizzatori, «vent’anni delle sue produzioni e cinque della nostra manifestazione raccontano la stessa storia, quella della passione per la musica». Non sono mancati i padroni di casa: i Train To Roots, che dopo vent’anni di attività hanno portato sul palco il loro reggae dalle radici sarde e giamaicane, insieme a ŠTRÅTËGŶ (STraTS), producer britannico di drum’n’bass con esperienze a Glastonbury e Boomtown e collaborazioni sul palco con Wu-Tang Clan e Snoop Dogg. Applausi anche per la rivelazione del rap italo-britannico Skt, artista che mescola UK Drill, Trap, Jazz e Pop-Rap, reduce da collaborazioni con Tion Wayne, Emeli Sandé e Peter Andre, da un'apertura per Sfera Ebbasta a Londra e da un contratto firmato con Island Records. Spazio importante anche ai talenti dell'Isola: da Najma Santopadre, con il suo electropop a metà tra ambient e tech-house, a Tecnik Curr, storico esponente dell’hardtek sardo attivo dal 2011 con Breakout Sardinia, che ha presentato dal vivo la sua “New Acid Tekno”. Suggestivo il progetto Bucato Fresco, nato da una lavanderia automatica del Sud Sardegna e capace di fondere musica e installazione tra pop nostalgico e lo-fi techno. A completare il cartellone, i cantastorie mediterranei Sa Cadra e’ Ucca, ormai presenza fissa del festival, e il rapper sassarese Don Malo, voce della crew Isulana Familia, tra italiano e logudorese.






