Il Senegal è precipitato in una profonda crisi interna dopo la traumatica eliminazione ai sedicesimi di finale del Mondiale 2026 contro il Belgio. I Leoni della Teranga, avanti 2-0, hanno subito una rimonta clamorosa fino al 3-2 ai supplementari: un epilogo che ha fatto esplodere tensioni e malumori latenti.

A pagarne subito il prezzo è stato il commissario tecnico Pape Thiaw, esonerato dalla Federazione senegalese (FSF), guidata dal presidente Abdoulaye Fall. A infiammare l’opinione pubblica, tuttavia, non è stato soltanto il risultato sportivo, bensì il caso che coinvolge lo staff sanitario della nazionale, e in particolare il medico responsabile, il dottor Abderahmane Fedior.

Nel tentativo di spiegare il fallimento, Fall ha dichiarato in conferenza stampa di aver scoperto "piuttosto tardi" che Fedior è di formazione un ginecologo-ostetrico, aggiungendo che diversi giocatori non si sentivano rassicurati dal suo supporto medico. Parole che hanno spostato l’attenzione sulle modalità di selezione del personale e scatenato la dura reazione dell’Association Sénégalaise de Médecine du Sport (ASMS) e dello stesso interessato.

L’associazione ha definito le affermazioni del presidente "infondate e diffamatorie", precisando che il dottor Fedior possiede una specializzazione in Medicina e Biologia dello Sport e dirige ininterrottamente l’equipe sanitaria della nazionale dal 2017, con all’attivo tre Mondiali e cinque Coppe d’Africa.