Lo scorso anno, in Europa le rinnovabili hanno superato per la prima volta le fonti fossili. Dai passi indietro degli Usa alla nuova corsa della Cina, ecco cosa succede nel resto nel mondo
L’Agenzia internazionale dell’energia (Iea) ne è certa: siamo entrati nell’era dell’elettricità. Un’epoca segnata dall’elettrificazione di praticamente ogni singolo ambito dell’economia: dai trasporti (con la progressiva transizione verso le auto elettriche) ai sistemi di riscaldamento (con le pompe di calore che sostituiscono le vecchie a caldaie a gas) fino all’industria pesante (che comincia a produrre acciaio e altri metalli tramite forni elettrici). La lotta ai cambiamenti climatici sta spingendo le economie di (quasi) tutto il mondo ad abbandonare gradualmente i combustibili fossili e abbracciare nuove fonti di energia, dalle rinnovabili al nucleare.
Un processo difficile, delicato e dalla portata storica, che l’umanità è chiamata a portare a termine nel più breve tempo possibile per evitare le conseguenze più catastrofiche del riscaldamento globale. Malgrado qualche difficoltà, il percorso è ben avviato: secondo la Iea la domanda di elettricità sta accelerando in quasi tutte le grandi economie e la crescita della produzione sarà coperta in larga parte da fonti a basse emissioni. Eppure, dentro questo grande percorso collettivo verso le emissioni zero, ognuno sceglie la propria strada.







