di
Paola Pollo
Pietro Beccari, ad di Louis Vuitton: «Il calcio unisce. Io giocavo nel Parma di Sacchi, che mi disse che non avrei mai fatto strada, poi la mia vita è cambiata e ho saputo cogliere altre occasioni»
La Coppa del Mondo entrerà nello stadio di New York in un baule Louis Vuitton. E c’è un «gol» italiano in tutto questo: Pietro Beccari, amministratore delegato della maison francese.
Il lusso e lo sport più popolare che ci sia: che strano connubio?«Se vai allo stadio, anche nelle tribune del Paris Saint-Germain, del Manchester United o del Real Madrid, trovi tutti i più grandi dirigenti e imprenditori del Paese. È popolare nel senso più bello del termine: piace a tutti, fa parte della cultura delle nazioni: unisce e trasmette messaggi positivi. Poi c’è un altro aspetto: vogliamo raccontare la nostra artigianalità e la capacità di custodire gli oggetti più preziosi. Nasciamo come creatore di bauli che tutt’ora vengono fatti a mano nell’ atelier ad Asnières sulla Senna, come nel 1859: un posto magico».












