Raccontano di un Matteo Salvini a dir poco furente verso Roberto Occhiuto. Al leader leghista non va affatto giù che un accordo nazionale non sia stato rispettato. Inoltre gli è stato riportato che tutto il potere (partecipate, aeroporto, enti di nuovo conio e perfino l’Aterp) sia sotto il controllo presidenziale, senza nessun coinvolgimento “di un grande alleato come noi”.

La Lega aveva diritto a due assessori, ma da quando è iniziata la nuova legislatura, vuoi per una ragione (modifica statutaria), vuoi per altre (referendum, campagne elettorali e adesso vicenda sottosegretari ) in giunta siede il solo Filippo Mancuso, che del Carroccio peraltro è stato coordinatore regionale fino a qualche mese fa. I rapporti tra il presidente e il ministro alle infrastrutture vengono descritti talmente usurati che lo stesso Salvini avrebbe delegato il tutto al solo Claudio Durigon. Chiaro segnale di gelo, aggravato dalla gestione **”non impeccabile “**del dossier alta velocità da parte dei piani alti della Cittadella.

La Lega si sente tradita

Insomma, la Lega si sente tradita da Occhiuto, al quale un anno fa aveva pur garantito il massimo dell’appoggio in occasione delle dimissioni del Governatore che hanno riportato la Calabria al voto con un anno d’anticipo. Nessun alleato più della Lega, probabilmente neanche Forza Italia, aveva creduto sin dall’inizio alla cosiddetta mossa del cavallo. “Eppure oggi veniamo ripagati così “, sussurrano i bene informati di res carrocciane. A ciò si aggiunga l’ulteriore malumore per le imminenti nuove cariche direttive di Sacal che taglierebbero fuori dal potere che conta ancora la Lega in favore dei soliti. “No, non si può andare avanti così “.