"Ho detto che quello fatto a Coltano era un intervento straordinario di bonifica effettuato nell’area del campo nomadi. Non del territorio di Coltano, non dei suoi residenti, ai quali va il mio rispetto, e neppure del servizio ordinario di raccolta dei rifiuti, che continua a essere regolarmente svolto da Geofor, come per qualsiasi altra utenza". Così l’assessore all’Ambiente, Elena Del Rosso (foto Del Punta), prova a smorzare le poleniche scoppiate dopo un suo intervento in commissione a un’interogazione del Pd. "L’intervento di cui ho parlato - ha spiegato - riguardava una situazione eccezionale, affrontata con un piano straordinario di bonifica che ha consentito di rimuovere oltre 123 tonnellate di rifiuti, molti dei quali speciali e pericolosi, con un costo complessivo di circa 170 mila euro, ma il punto centrale della mia risposta era un’altra: spiegare ai cittadini come vengono impiegate le risorse pubbliche. Interventi straordinari di questa entità rappresentano un costo rilevante che confluisce nel Piano economico finanziario del servizio rifiuti e viene quindi sostenuto attraverso la Tari pagata da famiglie e imprese". Del Rosso ribadisce di non avere "mai attribuito quei dati all’intera frazione né ai suoi residenti: gli episodi di abbandono dei rifiuti che interessano Coltano hanno origini diverse e non possono essere ricondotti indistintamente a un’unica realtà". Infine, secondo l’assessore, "il progetto delle Città Sottili era nato con finalità di inclusione che meritano rispetto, ma oggi, dopo oltre due decenni, è legittimo valutarne i risultati sulla base dei fatti. Perché se continuiamo a dover intervenire con bonifiche straordinarie così onerose, è doveroso interrogarsi sull’efficacia di quel modello".