Tante incognite: certezza Sartori
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Matteo Zuppi è un grande amico della comunità da sempre
Quando arriva davanti alla grande casa di Capodarco è semplicemente don Matteo, col sorriso disarmante e la dolcezza incrollabile della speranza. Il cardinale Matteo Zuppi è un grande amico della comunità da sempre, arriva per il 60° compleanno di una realtà che fa scuola, nella cura alle persone che è presa in carico totale. Per l’occasione ci sono proprio tutti, partire dal presidente della Regione Francesco Acquaroli, il Prefetto Edoardo D’Alascio e tutti i vertici delle forze dell’ordine, il vescovo Pennacchio, il sindaco Scarfini, l’assessore regionale Calcinaro, la gente comune e i ragazzi di Capodarco con cui don Matteo si ferma volentieri: "Ti aspettavamo da papa, scherza don Vinicio, sono molto emozionato oggi. Negli anni ’70 noi muovevamo i primi passi, lui era alla comunità di Sant’Egidio che era già una realtà strutturata". Il prefetto parla dell’importanza di avere cura delle persone, un concetto ribadito anche dal presidente Acquaroli: "Capodarco è una realtà privata convenzionata che ci aiutata a cogliere sfide sempre più importanti, qui si capisce il senso dell’impegno che ciascuno di noi è chiamato a portare avanti". Zuppi parla di tutta la strada fatta in 60 anni di storia: "All’epoca tante cose non erano scontate, chi aveva una disabilità in casa quasi la teneva nascosta, c’era uno stigma. A Capodarco, un posto piccolissimo che oggi però conoscono tutti, ha consentito di conoscere l’amore, l’attenzione agli altri, la solidarietà. Da qui arriva luce e arriva tanta forza". Parla dell’importanza della fede che diventa amore proprio nella cura degli altri: "Devi curare le persone anche quando non c’è speranza di guarigione. E che matti che siamo a sprecare soldi per costruire missili quando dovremmo concentrarci proprio sulla cura. Ogni missione umanitaria è un tentativo di dialogo, per evitare che prevalga sempre la logica della forza. Oggi i cimiteri, per i russi e per gli ucraini, non hanno più spazio per seppellire tutti i giovani che stiamo perdendo". Ricorda il tempo del Covid don Matteo, sottolinea che in quei giorni avevamo capito che ci si salva solo insieme: "Il modo vero per uscire dalla propria fragilità è la solidarietà". Un concetto ripreso anche da Pierluigi Stefanini, presidente dell’Alleanza italiana per lo sviluppo sostenibile, a sottolineare la necessità di un’azione comune che rimetta al centro i diritti delle persone.








