di Stefano BrogioniFIRENZEL’ex questore di Firenze, Alberto Intini, e altri cinque poliziotti sono stati condannati, in primo grado, per il decesso dell’artificiere Giovanni Politi, 51 anni, vittima di un’esplosione che avvenne all’interno della caserma Fadini, di fronte alla Fortezza da Basso, il 25 febbraio del 2018. Le pene vanno da un minimo di sei mesi, a un anno per Intini. A tutti è stata concessa la sospensione condizionale e la non menzione sul casellario giudiziario a richiesta dei privati. Dei sette imputati, uno - responsabile del servizio di prevenzione e protezione alla data della tragedia - è stato assolto "per non aver commesso il fatto". Altri reati, come l’incendio colposo e la violazione della normativa sulla sicurezza sui posti di lavoro, sono stati dichiarati prescritti. Il dispositivo è stato letto ieri pomeriggio dal giudice Francesco Ponzetta, il quale ha riconosciuto una provvisionale alla vedova dell’artificiere di 72mila euro, subito esecutiva. Il tribunale civile stabilirà l’ammontare del risarcimento, a carico del ministero dell’Interno, citato come responsabile civile in solido con gli imputati. Per la morte di Politi, il pm Christine Von Borries, all’esito di un lungo e articolato dibattimento, aveva chiesto condanne fino a tre anni e mezzo. Fra novanta giorni si conosceranno le motivazioni. "Dopo otto anni di dolorosa attesa, è stata finalmente fatta giustizia" commenta l’avvocato di parte civile Sergio Talarico.
Esplosione alla caserma Fadini. La morte dell’artificiere Politi. Condannato l’ex questore
Un anno a Intini, pene più basse per altri cinque poliziotti. Assolto uno dei responsabili prevenzione. I difensori: "Faremo appello". Nota del tribunale sull’esito: è polemica.






