Roma, 14 luglio 2026 – Sono veramente una scoperta le cinquanta opere della collezione Generali esposte per la prima volta a Palazzo Bonaparte, e la mostra ad ingresso gratuito si conclude anche con un “dono“ agli spettatori, ovvero la guest star Le tre età di Gustav Klimt. Se il quadro “ospite“, in prestito dalla Galleria nazionale d’arte moderna e contemporanea di Roma è sempre un bel vedere, non è da meno la mostra realizzata in partnership con Arthemisia. Fino al 23 agosto si possono ammirare le 50 opere suddivise per sezioni tematiche, a partire dal meraviglioso Le due amiche di Umberto Boccioni che segna lo spartiacque tra Otto e Novecento e apre il percorso espositivo della mostra a cura di Costantino D’Orazio. Le opere sono segnate da una assoluta ricerca di originalità, come il Mario Sironi che è nelle periferie o nei bozzetti delle grandi opere ma nello studio della classicità dei corpi. O ancora il Centauro morente di Giorgio De Chirico, con un terroso accumularsi di chiaroscuri così lontani dalle atmosfere plastiche della Metafisica. Ecco allora le sale tematiche che guidano il percorso, a partire dalle “Figure scomposte delle Avanguardie“ con Capogrossi, Monachesi, Savinio. O ancora i “Paesaggi dell’anima“ con Giovanni Fattori, Ardengo Soffici e la meravigliosa Martina con natura morta di Filippo De Pisis. Con anche qui una Piazza San Marco di De Chirico a dir poco insolita. Bellissime le “Figure in un interno“, con i ritratti di donne di Ubaldo Oppi, la Sposa di Antonio Donghi, La vecchia di Felice Casorati e appunto la bellissima Statua giacente di Sironi. Tra gli “Studi sul corpo umano“ un imponente Massimo Campigli, e poi ancora un notevole schizzo inchiostro su carta di Mimmo Paladino.