HomePratoCronacaLo scenario del caporalato abitativo, i racconti che arrivano da Prato: “Viviamo in 15 in un appartamento”A pochi passi da piazza del Duomo il triangolo di vie ospita le palazzine che nascondono tanti nodi: “La pulizia non è il massimo, ma ci arrangiamo” ci dicono. “Meglio che stare da dove veniamo”L’incendio in via San Giorgio ha aperto la strada ad una consapevolezza: la palazzina non era l’unica sovraffollataRicevi le notizie de La Nazione su GoogleSeguiciPrato, 14 luglio 2026 – L’edificio al civico 18 di Via San Giorgio ha le finestre spalancate. Al suo interno si intravedono ancora le pareti annerite, a testimonianza dell’incendio che ha devastato il primo piano della palazzina nella notte del primo luglio. Secondo alcune indiscrezioni, nell’appartamento che ha preso fuoco, per colpa di un sovraccarico di corrente, erano stipati dieci posti letto. Una forma di caporalato abitativo, dove il capetto di turno, che può essere il datore di lavoro o chi per lui, ammassa in uno spazio angusto i sottoposti, trattenendone la paga o richiedendo una sorta di “affitto“. Spesso chi si ritrova in queste situazione sono i migranti, più bisognosi di altri di un lavoro e di un tetto, seppur marcio, dove stare.
Lo scenario del caporalato abitativo, i racconti che arrivano da Prato: “Viviamo in 15 in un appartamento”
A pochi passi da piazza del Duomo il triangolo di vie ospita le palazzine che nascondono tanti nodi: “La pulizia non è il massimo, ma ci arrangiamo” ci dicono. “Meglio che stare da dove veniamo”






