<p><strong><div class="content-image-main" itemscope itemtype="https://schema.org/ImageObject"><figure><img fetchpriority="high" itemprop="contentUrl" class="img-responsive" src="/remote/static.milanofinanza.it/content_upload/img/2026/07/202607131829417374/UnritrattodiMatteoTuglianiceodiMonnalisacourtesyMonnalisa-120440.png?w=692&h=&mode=crop&anchor=topcenter&format=webp&quality=65" alt="Un ritratto di Matteo Tugliani ceo di Monnalisa (courtesy Monnalisa)" /><figcaption>Un ritratto di Matteo Tugliani ceo di Monnalisa (courtesy Monnalisa)</figcaption></figure><meta itemprop="about" content="Un ritratto di Matteo Tugliani ceo di Monnalisa (courtesy Monnalisa)" /></div></strong></p> <p><strong>Monnalisa</strong> guarda oltre il proprio marchio e tiene la porta aperta a nuove licenze.

Con l’obiettivo di diventare un polo italiano del kidswear.

Dopo aver portato nel portafoglio <strong>Dondup</strong>, <strong>Alberta Ferretti</strong>, <strong>Philosophy</strong> ed <strong>Ermanno Scervino</strong> in poco più di due anni, il gruppo toscano quotato a Piazza Affari punta a rafforzare il proprio ruolo di partner industriale per i brand.

«Vogliamo creare una piramide di prodotto che dal lusso arrivi al daywear contemporaneo, affiancando brand diversi per occasioni d’uso e target», racconta a <em>MFF</em> il ceo <strong>Matteo Tugliani</strong>.