Bruxelles – Dieci Paesi dell’Unione europea fanno fronte comune per chiedere alla Commissione europea di non ridurre le risorse destinate alla promozione dei prodotti agroalimentari nel 2027. L’iniziativa, promossa dall’Italia e sostenuta da Repubblica Ceca, Francia, Grecia, Ungheria, Polonia, Portogallo, Romania, Slovenia e Spagna, è stata presentata al Consiglio Agricoltura e Pesca (Agrifish) per sollecitare Bruxelles a rivedere gli orientamenti del programma di lavoro per il prossimo anno.Al centro della richiesta c’è il previsto taglio dei fondi per i programmi di promozione “Simple” e “Multi”, che secondo la proposta della Commissione passerebbero da 160 milioni di euro nel 2026 a 112 milioni nel 2027. Nel documento congiunto, i dieci Stati riconoscono gli obiettivi fissati dall’esecutivo europeo, ma ritengono che le risorse previste “non appaiano coerenti con tali ambizioni”.Secondo i firmatari, una riduzione dei finanziamenti rischierebbe di indebolire la capacità della politica di promozione europea di sostenere la diversificazione dei mercati, rafforzare la resilienza degli operatori e accompagnare il settore agroalimentare in un contesto segnato da crescente volatilità, instabilità geopolitica e forte pressione competitiva. Per questo motivo, invitano la Commissione a “riflettere ulteriormente sugli stanziamenti finanziari previsti per il 2027“, preservando “l’efficacia e l’ambizione della politica di promozione dell’Unione“.A guidare l’iniziativa è stata l’Italia. Il ministro dell’Agricoltura, Francesco Lollobrigida, ha spiegato che la strategia italiana si fonda su tre pilastri: “Produzione, protezione e promozione“. Sul primo fronte ha richiamato la necessità di “regole semplici ed efficaci” e di investimenti in ricerca e innovazione; sul secondo ha difeso il sistema delle indicazioni geografiche: “Non è una forma di protezionismo, ma di protezione”, perché consente di valorizzare qualità e filiere senza competere esclusivamente sul prezzo. È però sulla promozione che il ministro ha insistito maggiormente: “Se non li racconti i tuoi prodotti possono essere buoni quanto vuoi, ma non li vendi, questa è la verità. E allora immaginare tagli alla promozione del sistema Europa è un suicidio“.Lollobrigida ha quindi rivendicato il ruolo dell’Italia nel costruire il consenso tra gli Stati membri: “Le nazioni che hanno una forte vocazione all’export, specialmente nell’agroalimentare, come l’Italia, non potevano che capeggiare un’indicazione dei Paesi europei a rivendicare il diritto alla promozione”. Una posizione che, ha concluso, ha raccolto “la sottoscrizione di gran parte delle nazioni europee”, confermando un ampio fronte a difesa della politica europea di promozione dell’agroalimentare.
10 Paesi UE contro tagli sulla promozione agroalimentare
Dieci Paesi dell'UE fanno fronte comune per chiedere all'esecutivo di non ridurre le risorse destinate alla promozione agroalimentare nel 2027








