Torna finalmente la Renault Twingo. Attesa da tempo, è un’auto destinata a segnare una svolta epocale nel “nuovo mondo” della mobilità elettrica. E’ infatti l’interpretazione moderna, a emissioni zero, del modello originario, quello del 1992 che segnò la trasformazione delle citycar, proponendosi con una carrozzeria monovolume mai vista prima su auto di piccole dimensioni: una scelta coraggiosa che solo la Renault – casa madre della rivoluzionaria Espace del 1984 – avrebbe potuto fare.
Compatta ma spaziosa, di aspetto originale, allegro, anticonformista, decisamente fuori dal coro, la Twingo del secolo scorso conquistò il mondo (oltre 4 milioni di unità vendute) finché non venne deciso di ritirarla dal mercato. Un mercato, quello europeo del cosiddetto segmento A, che rappresenta oggi una quota inferiore al 5%, ma ritenuto in grado di rilanciarsi con l’incremento (lento ma progressivo) della motorizzazione elettrica. E’ infatti una realtà anche la tendenza a contenere i prezzi (per la nuova Twingo si oscilla tra 19.500 e 21.100 euro) mentre contribuisco alla spinta anche gli incentivi statali.
Dopo gli anni non proprio esaltanti della Twingo di seconda generazione, quella costruita tra il 2006 e il 2014 sul pianale accorciato della Clio con convenzionale carrozzeria a due volumi, e dopo l’esperienza non esaltante del “gemellaggio” con Daimler per realizzare una Twingo di terza generazione su base Smart (con motore e trazione posteriore), arriva oggi una Twingo tutta nuova. Battezzata E-Tech Electric, è stata progettata con un obiettivo ben chiaro: rilanciare in chiave moderna, con contenuti innovativi, il modello originario, quello che s’impose nel mondo con una personalità unica.






