Ambizioni alte con lo scudetto che resta l'obiettivo principale, sconfiggere il nemico interno dell'assuefazione alla vittoria, una buona dose di realismo finanziario perché il tempo del mecenatismo e delle spese pazze è finito, rammarico per Khalaili che non ha ottenuto l'idoneità sportiva: sono i punti principali della conferenza stampa del presidente dell'Inter Beppe Marotta e dell'allenatore nerazzurro Cristian Chivu per l'inizio della nuova stagione.
E' Marotta ad annunciare con dispiacere che Khalaili non ha superato le visite per l'idoneità sportiva prevista del Coni e, dunque, non sarà del gruppo ed è sempre Marotta a tracciare un quadro ispirato da un robusto realismo finanziario proponendo un modello basato sul lavoro, l'appartenenza e la creatività in risposta al modello che fa dei soldi il perno principale della propria strategia.
"L'Inter - esordisce il presidente - è l'unica squadra italiana a essere presente in quattro competizioni. Serve un miglioramento nella Champions e sicuramente puntare allo scudetto che se nuovamente conquistato sarebbe un traguardo storico". Marotta ha insistito molto sulla necessità di controllare i costi, non gli investimenti e sul ruolo a volte non propriamente positivo degli agenti. "Faccio nomi e cognomi, quello di Palestra che è venuto meno a un impegno preso con noi. Circostanza legittima comunque. L'agente avrebbe potuto indicargli una strada, una scelta di vita, ma non è stato così. Ci siamo dovuti arrendere perché non possiamo competere con il campionato inglese".











