Beppe Marotta spiega una volta per tutte il mancato di trasferimento di Palestra all’Inter, bordata anche al suo agente: “Vi faccio nomi e cognomi”.

Il mancato trasferimento di Marco Palestra all'Inter quando sembrava ormai tutto fatto per il suo arrivo come erede della fascia destra lasciata libera da Dumfries, fa ancora male ai nerazzurri. Una ferita aperta non tanto per il valore del giocatore, indiscutibile, ma anche per la mancanza di professionalità fatta intendere dal presidente Beppe Marotta quest'oggi nel corso della conferenza stampa della nuova stagione. Il numero uno dell'Inter ha fatto il punto anche su questa vicenda raccontando cosa sia accaduto: affare che doveva essere solo annunciato fino al clamoroso ribaltone e la firma con il Chelsea a fronte di un'offerta economica degli inglesi di certo ineguagliabile per i nerazzurri.

"Quando parlo di costi mi riferisco soprattutto a due soggetti: i calciatori che purtroppo noi non possiamo avere perché magari guadagnano troppo anche se fossero gratis per una questione di equilibri e non dimentichiamoci anche questa categoria degli agenti che ha sempre più un peso rilevante nel contesto del destino delle società di calcio". A questo punto Marotta cita proprio la situazione legata a Palestra una volta per tutte: "Se volete vi faccio nome e cognome". Marotta sembra alterarsi quando lancia una bordata incredibile nei confronti del giocatore e del suo agente, Alessandro Lucci: "Anche noi ci troviamo a dover combattere con queste realtà che certe volte sono spropositate e che condizionano i trasferimenti e che non sempre poi sono in grado di esprimere valutazioni positive per i loro assistiti — spiega –. Come accaduto per il caso Palestra". A questo proposito Marotta ci tiene a spiegare una volta per tutte quanto accaduto con la vicenda legata all'ex esterno del Cagliari ma di proprietà dell'Atalanta poi finito al Chelsea.