<p>Seduta caratterizzata da un lieve aumento per i <strong>rendimenti dei titoli di Stato dell'Eurozona</strong>, con i <strong>prezzi del petrolio</strong> che hanno accelerato al rialzo in scia alle nuove tensioni in <strong>Medio Oriente</strong>, alimentando i timori di <strong>nuovi picchi dell'inflazione</strong> e di <strong>politiche monetarie più restrittive</strong> da parte delle principali banche mondiali.
Il costo di finanziamento del <strong>Bund</strong> decennale avanza di un punto base al 3,09%. <strong>Btp</strong> sale al 3,83%, <strong>T-bond</strong> ad un soffio dal 4,6% sul decennale. </p> <p>Questa settimana l'<strong>attività sul mercato primario</strong> è destinata ad aumentare rispetto alla scorsa ottava, poiché <strong>Francia</strong>, <strong>Spagna</strong> e <strong>Paesi Bassi</strong> dovrebbero collocare oltre 30 miliardi di euro di titoli di Stato, sottolineano gli strategist di <strong>Unicredit</strong>.
Gli esperti puntualizzano che l'attività di emissione sarà più intensa sulla <strong>parte breve della curva dei rendimenti</strong>, dove la <strong>Germania</strong> emetterà il nuovo <strong>Schatz</strong> con scadenza a settembre 2028.
La <strong>Francia</strong> offrirà poi <strong>titoli indicizzati all'inflazione</strong>.







