Anche quest’anno Forbes Italia ha riunito sul palco della Terrazza Martini, a Milano, i 100 under 30 che si sono distinti per talento, idee e imprenditorialità. Tra racconti personali e dati sull’ecosistema startup italiano, la serata ha confermato perché il progetto Under 30 sia ormai un appuntamento fisso per chi vuole capire dove sta andando l’Italia del futuro.
A condurre la serata è stato Daniel Settembre, managing editor di Forbes Italia, che ha esordito ricordando la missione del progetto: raccontare storie di successo capaci di ispirare i lettori, pur riconoscendo che, con il passare degli anni, sono proprio i protagonisti under 30 a ispirare il lavoro della redazione. In apertura il discorso di Nicola Formichella, ceo di Forbes Italia, che ha sottolineato quanto per Forbes Italia sia strategico puntare su chi è più giovane: una scommessa e una selezione che, come ha spiegato, riguarda “come sarà il nostro sistema Paese nei prossimi anni, nei prossimi decenni”.
Lo stato di salute delle startup italiane
Prima di lasciare spazio alle storie personali, Forbes Italia ha voluto fotografare lo stato dell’ecosistema innovativo del Paese insieme a CogitAI. A presentare il report è stato Eugenio Azzinnari, fondatore di CogitAI, che ha acceso i riflettori su un divario ancora ampio con l’Europa e gli Stati Uniti in termini di capitali investiti nelle startup pro capite. Azzinnari ha spiegato che l’indice reputazionale degli under 30 italiani si ferma al 52 su 100, ben sotto il 64 su 100 registrato dall’ecosistema startup nel suo complesso, un segnale di quanto lavoro ci sia ancora da fare sulla percezione pubblica dell’imprenditoria giovanile. Guardando al futuro, Azzinnari ha indicato la necessità di un allineamento più stretto tra istituzioni, università e imprese, oltre a una minore frammentazione territoriale, per permettere all’Italia di recuperare terreno nei prossimi dieci anni.







