Roma, 13 Luglio 2026 – In Italia le aziende continuano a incontrare difficoltà a trovare personale adeguatamente formato. A delineare questo scenario è il Bollettino del Sistema informativo Excelsior, realizzato da Unioncamere e Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali che elabora le previsioni occupazionali per il mese di luglio. Le difficoltà di reperimento riguardano il 42,6% delle posizioni aperte e derivano in primo luogo dalla mancanza di candidati (26,3%), seguita da una preparazione non adeguata rispetto alle competenze richieste (12,3%). Il più elevato mismatch si registra nelle industrie metallurgiche e dei prodotti in metallo e nelle costruzioni, entrambe al 62,6%, nelle industrie del legno e del mobile (60,0%) e nelle industrie tessili, dell’abbigliamento e calzature (56,2%), evidenziando la persistenza di un disallineamento strutturale tra domanda e offerta di lavoro.

Mancano i dirigenti

Le professioni che le imprese faticano di più a trovare appartengono soprattutto ai profili dirigenziali (59,5%), all’area degli operai specializzati (57,3%) e alle professioni tecniche (50,7%). Le difficoltà più marcate interessano gli addetti alle rifiniture delle costruzioni, difficili da reperire nel 75,6% dei casi, i fabbri ferrai costruttori di utensili (73,2%), i meccanici artigianali, montatori, riparatori e manutentori (67,4%) e i manutentori di macchine fisse e mobili (66,5%). Tra i profili tecnici si segnalano inoltre i tecnici in campo ingegneristico (64,9%), i tecnici della gestione dei processi produttivi (64,3%) e i tecnici della salute (64,1%). Nel settore primario risulta di difficile reperimento il 33% delle posizioni aperte. Continuano a riscontrare le maggiori difficoltà, nel settore, le posizioni nella categoria di dirigenti, professioni con elevata specializzazione e tecnici (58,4% del totale) e tra questi, in particolare, i tecnici dei rapporti con i mercati (87,8%). Tra gli altri gruppi professionali più rilevanti del settore, vengono segnalate le maggiori difficoltà di reperimento per gli allevatori e operai specializzati della zootecnia (56,9%) e per il personale non qualificato addetto a foreste, cura degli animali, pesca e caccia (52,8%).