L'Unione europea non è riuscita a far approvare sanzioni contro il patriarca Kirill, capo della Chiesa ortodossa russa, dopo che la Bulgaria ha posto il veto alla proposta durante negoziati a porte chiuse, evocando motivi religiosi e culturali.
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La Bulgaria si è inoltre opposta all'inserimento nella lista nera di Vagit Alekperov, miliardario russo legato al Cremlino e a Lukoil, grande compagnia petrolifera.
I due nomi sono stati definitivamente eliminati da una bozza di pacchetto di sanzioni durante una riunione straordinaria degli ambasciatori domenica, convocata per raggiungere un accordo finale, hanno confermato a Euronews diversi diplomatici. L'intesa sull'intero pacchetto non è stata ancora raggiunta, ma sono stati compiuti passi avanti verso una conclusione attesa per questa settimana.
Il patriarca Kirill e la narrazione propagandistica della guerra della Russia in Ucraina













